venerdì 23 maggio 2008

V come VITTORIA... Il Nemico arretra... Infinito avanza...




















Oggi c'e' stata una prima piccola, grande ed importante vittoria...
Ne seguiranno molte altre, soprattutto verso Novembre con l'uscita di una cosa che lascera' tutti di stucco...

La sfida ci sara', a Novembre, albo contro albo, il pubblico sovrano ad eleggere la migliore opera...

Uno scenario perfetto per me, il mio sogno, esordire col botto e confrontarmi da subito con autori ingiustamente osannati...

Da oggi dimostrero' la mia bravura d'autore.

Faro' vedere a tutti, addetti ai lavori, parrucconi, lettori quante e quali sono le mie geniali idee per cambiare il modo di raccontare il fumetto in Italia.

Io non vado in pausa, lavorero' anche ad Agosto...

Sono qui per consegnarmi all'eternita'...

Grazie per il sostegno!

giovedì 22 maggio 2008

Il Rrobe "TROMBATO" alla Writers Death Race!!!








Appena qualche settimana fa il Rrobe con tono arrogante e spocchioso ha lanciato la "corsa letteraria" a cui un manipolo di sceneggiatori professionisti e non, hanno preso parte.

Il Rrobe partiva come grande favorito dato che si e' autodefinito rockstar del fumetto e indiscusso mattatore dei blog su internet.

A sondaggio chiuso il Rrobe si scontra con un amaro verdetto.
Vincitore della gara Lorenzo Bartoli e al secondo posto Giacomo Bevilacqua noto ai piu' come disegnatore e non scrittore.

Rrobe raggiunge appena il 9% dei consensi dietro a tantissimi altri esordienti ma davanti a Marco Rizzo che prende appena il 7% (una trombatura anche per il nostro docente di fumetto alla scuola di Palermo).

Questo concorso e' stato lo specchio di quello che sono oggi le preferenze dei lettori.

Io ho sempre sostenuto che Jonh Doe ha avuto successo solo perche' c'era dietro Bartoli e che tutti i progetti da solista di Rrobe sono di bassissimo spessore narrativo.

Il Rrobe sta li non per merito e la sua fortuna e' stata quella di capitare al momento giusto nel posto giusto.

Io al contrario sto lavorando duramente per conquistarmi con la mia bravura tutto quello che arrivera'. Non voglio favori, voglio solo dimostrare di essere piu' bravo degli altri.

Ora capisco il perche' non abbia accettato la sfida contro di me...

mercoledì 21 maggio 2008

Eura Editoriale: No Man's Land...

















La gloriosa casa editrice romana Eura Editoriale da anni sinonimo di fumetto popolare settimanale a grande diffusione e fucina di tanti talenti, soprattutto argentini, e' ormai diventata quella che si puo' definire una "terra di nessuno".

Il grandissimo direttore generale Sergio Loss (talent scout di una generazione di autori) si e' messo in disparte per dare maggiore potere a Lorenzo Bartoli.

Lorenzo Bartoli ricopre il ruolo di direttore editoriale dell'Eura. Lavora in redazione solo mezza giornata e poi nel pomeriggio si sposta nello studio che divide con Roberto Recchioni e Gabriele Dell'Otto.

Il suo potere in Eura e' MASSIMO. E' in grado di aprire o sbarrare le porte a disegnatori e soprattutto sceneggiatori.

Ma Bartoli riveste anche il ruolo di docente di sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics a Ostiense.

Lorenzo Bartoli nella sostanza e nella pratica controlla il mercato romano di disegnatori e sceneggiatori.
Non c'e' sceneggiatore o disegnatore che non passi dalla sua scrivania e il suo potere di veto puo' stroncare la carriera ad eventuali giovani sceneggiatori.

Il suo conflitto di interessi e' palese.

Essendo amico fraterno di Recchioni la corsia preferenziale e' quasi ovvia ed obbligata.

Sostanzialmente non esiste futuro per i giovani sceneggiatori della capitale che abbiano voglia di proporsi in Eura.

Tutti i progetti di miniserie sono approvati solo se dentro ci lavora lo stesso Bartoli o Recchioni.
I liberi per Lancyo e Skorpio non esistono piu' in quanto i loro archivi sono pieni di materiale gia' prodotto ed inedito.

Roma e' una grande citta', un grande mercato, grandi possibilita' in tutti settori eccetto per quello del fumetto. Dopo la dipartita della Comic Art e il mezzo naufragio Play Press (che cambia ragione sociale ogni tot di anni), una vera e propria terra di nessuno a livello fumettistico.

L'Eura rimaneva l'ultima risorsa per noi esordienti della capitale ma con Bartoli al comando e' praticamente impossibile avere spazio e cosi' dobbiamo emigrare al nord, verso le sponde della Bonelli con maggiori difficolta' e dispendi economici. Un viaggio in treno alla volta della capitale del nord ha un costo piuttosto elevato per un esordiente che e' costretto a farsene carico integralmente.

Nella terra di nessuno romana le poltrone sono gia' state assegnate e sara' cosi' per anni.

Io mi domando, e' giusto tutto questo?

Perche' dobbiamo soffrire cosi' tanto questa situazione?

Perche' io non posso lavorare per la casa editrice della mia citta'?

Perche' ci devono essere sempre questi discorsi di amicizie in ballo?

martedì 20 maggio 2008

Qui e' come SONA... Non si possono rifiutare le sfide...

















Io e te, uno di fronte l'altro, la gente che urla ed incita allo scontro.

Togli fuori le palle e accetta la sfida.

Questa e' la vita questa e' SONA.

lunedì 19 maggio 2008

Si Aprono le Danze...
























Il dado e' tratto.

Sfido ufficialmente Rrobe al "Dylan Dog Contest" la gara che da quest'anno mettera' di fronte uno sceneggiatore esordiente con un professionista per la realizzazione del miglior soggetto di Dylan Dog.

Le regole sono semplici.

Dal momento in cui uno dei due partecipanti lancia il guanto di sfida si hanno a disposizione 10 giorni per la realizzazione di un soggetto per un'ipotetica storia di Dylan Dog.

Non ci sono particolari restrizioni o imposizioni sulla forma. L'obiettivo e' quello di scrivere un soggetto eventualmente pubblicabile.

I 3 giudici che valuteranno il miglior soggetto di questo contest verranno nominati appena aperta la sfida.

Io propongo:

Paola Barbato
Pasquale Ruju
Bruno Enna

I giudici dovranno decidere a chi dare la preferenza, il soggetto che avra' ottenuto almeno 2 voti su 3 sara' nomimato vincitore del contest.

Questa sfida dara' la possibilita' ad un autore professionista di confrontarsi con la nuova generazione di sceneggiatori pronta ad esordire.

L'esordiente avra' l'opportunita' di dire la sua liberamente senza pagare lo scotto di chi e' agli inizi e non viene praticamente considerato.

Aspetto una risposta caro Rrobe, ora non ti puoi piu' tirare indietro...

domenica 18 maggio 2008

La carriera di INFINITO




















In queste settimane ho finalmente preso delle decisioni importanti per il mio futuro lavorativo...

Con gli studi ormai completati posso finalmente guardare al futuro in maniera piu' concreta e capire quello che e' meglio per me.

In passato ho sondato tante possibilita', cavalcato proposte, cercato di vagliare quante piu' collaborazioni nel classico modus operandi dell'esordiente.
Mi sono reso conto che dedicarsi a tanti progetti porta via tanto tempo e non permette di concentrarsi a dovere sull'aspetto qualitativo degli stessi.

Ho deciso pertanto di sospendere gia' da qualche tempo qualsiasi collaborazione con editori italiani, piccoli e non. L'unico editore per il quale sto preparando vari soggetti di PROVA e' la Sergio Bonelli Editore.

A livello italiano mi sono reso conto che lavorare con realta' medio/piccole non ha senso.
Una piccola realta' fa gravare tutta l'organizzazione dei tuoi progetti su di te, non esiste la figura dell'editor e sei costretto a mandare avanti rapporti con altri artisti in contemporanea e a gestirli tu stesso, cosa che detesto. La paga inoltre e' bassa.

Questo iter pre-lavorativo e' sfiancante e noioso. Limita di tanto la possibilita' dell'autore di dedicarsi anima e corpo alla sceneggiatura delle storie e determina un livello qualitativo finale al di sotto delle reali possibilita'.

Insomma un disastro per un perfezionista come il sottoscritto.

Che senso ha lavorare su 4 o 5 progetti se poi si guadagna pochissimo e andranno avanti tutti con tempi di realizzazione dilatati e con qualita' altalenante?

Io vedo tanto esordienti che si lanciano in una marea di serie, cosi' come tanti professionisti fanno lo stesso, che senso ha tutto questo?

Produrre tanto e in gran fretta, con risultati finali scadenti non porta a niente secondo me. E poi che senso ha venire pubblicati in Italia magari solo in fumetteria quando il reale mercato del fumetto italiano lo si raggiunge solo con l'edicola? (vedi serie popolari e graphic novel allegate a giornali).

E cosi' sono arrivato a questa decisione.

Per l'Italia puntero' UNICAMENTE la Sergio Bonelli Editore. Faro' prove su prove fino a che chi di dovere non mi reputera' all'altezza del compito. Ci vorra' un mese, un anno, dieci anni? Per me non e' un problema. Ho voglia di mettermi in gioco e dimostrare agli altri il mio valore.

Compatibilmente a questa "attivita'" mandero' avanti DUE SOLI PROGETTI per l'estero.

Si tratta di due progetti che mi stanno a cuore.

Uno e' NOAH, la serie dedicata al cacciatore di anime che nel frattempo e' stata sviluppata e ha raggiunto lo stadio finale in vista dell'inizio della produzione.

L'altra serie e' un progetto ancora piu' ambizioso, ma e' ancora troppo presto per accennare qualcosa a riguardo.

Tutto il resto a cui mi stavo dedicando finisce nel cassetto e non so se quel cassetto verra' mai piu' riaperto.

Onestamente non posso seguire centomila cose mal retribuite e con prospettive di diffusione ridotte, mi concentrero' esclusivamente sulle prove.

Sono sicuro che questa mia decisione verra' vista da molti come un atto di superbia e arroganza ma io sono fatto cosi'.

Io cerco il grande pubblico, voglio diventare un comunicatore e il fumetto sara' uno dei mezzi che sfruttero' per questo.
In Italia questo settore e' popolato da poveracci, autori che stringono la cinghia per arrivare a fine mese, che senso ha tutto questo?
La passione non giustifica una vita fatta di stenti. La bravura dei talenti deve brillare ed essere gratificata anche dal successo economico.
Perche' questo accade in USA, Francia, Spagna, Giappone e non in Italia?

A parte Bonelli, unico vero editore serio, non esistono realta' in grado di offrire simile scenario.

E allora io mi rifiuto di lavorare con editori che non siano Bonelli. Se poi Bonelli non vorra' lavorare con me ne prendero' atto.

Ma sono solo all'inizio e ho tantissimo da dire...

sabato 17 maggio 2008

Lucarelli e Di Bernardo "TROMBATI" su Comicus...




















Cornelio fumetto edito dalla Star Comics e al centro di una polemica furibonda appena qualche giorno fa tra Di Bernardo e Comicus per una situazione poco piacevole, viene ora recensito sul sito di "critica" del fumetto.

Ecco cosa ne esce fuori, riporto in virgolettato alcuni estratti della recensione di Gennaro Costanzo tratta da: www.comicus.it (per dovere di cronata).

"Peccato, però, che "Il club della paura", primo episodio della serie, risulti un albo al di sotto delle sue possibilità."

"Se Cornelio dà al lettore proprio quello che ci si può aspettare, ovvero un noir dalla tinte horror, è nella qualità generale che fallisce.
Una sceneggiatura macchinosa, condita da dialoghi impostati e ridondanti, non riesce a sorreggere una trama poco credibile con (forse) involontari momenti di comicità nell'adattamento del linguaggio usato da Lucarelli in atri medium."

"Non convincono i personaggi, privi di personalità e spessore: lo stesso protagonista, e la sua storia, risulta poco credibile e lontano al lettore."

"Non aiutano i disegni, di Marco Fara e Daniele Statella, statici ed inespressivi se non poco moderni al punto da risultare datati."

"Cornelio sfrutta al massimo l'idea di una classicità di stile e genere, ma non riesce a ricrearsi uno spazio proprio in questo primo numero che, già da solo, dà un'idea di stanca. E, ricollegandoci al discorso iniziale, tolto l'interesse suscitato dal nome di Lucarelli, non rimane nient'altro."

"Ci sarebbero tutte le carte in regole per un buon fumetto ma, almeno al momento, manca qualcosa, qualcosa che potremmo definire anima, sentimento, se non addirittura coraggio."

Insomma una vera e propria trombatura su tutta la linea.
Dalla recensione di Costanzo si possono trarre solo conclusioni catastrofiche sul risultato finale ottenuto dall'albo.

Costanzo dice chiaramente che sia a livello narrativo che grafico Cornelio e' quanto di piu' antiquato si potesse proporre e addirittura si lancia nel definire un'occasione sprecata questa di Cornelio.

Eppure sui forum impazza la Cornelio mania con un'orda di lettori tutti dichiaratisi soddisfatti dal prodotto su tutta la linea e addirittura apostrofando Di Bernardo come prossimo sceneggiatore di Dylan Dog.

In altri lidi si indica "Il Club dell'Orrore" come una trama ideale per Dylan Dog la serie regolare.

Ora io mi domando dove sta la verita'?

Hanno ragioni i critici o i lettori dei forum?